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Situazione problematica Manakara

In seguito alla grave situazione che si è creata nella regione di Manakara, un’importante cittadina del sud-est malgascio che si affaccia sull’Oceano Indiano, provocata da un violento ciclone che ha seminato distruzione e morte e con una pioggia battente che impedisce agli insufficienti soccorsi di operare correttamente (per ora le cifre ufficiali parlano di una sessantina di morti e di numerosi dispersi, la maggior parte trascinati via dalle acque dei fiumi in piena), il Comune Urbano di Nosy Be ha indetto una sorta di catena della solidarietà per soccorrere per quanto possibile e attraverso doni in natura e, per quelli che possono, nonostante la durezza della crisi in atto, in denaro. Trattandosi di una colletta organizzata dai poteri pubblici, cioè di tutto rispetto e fiducia, la Direzione locale della FSM ha deciso di parteciparvi con il versamento di una somma proporzionata alla realtà del paese.

 

Il programma di base 2010 della FSM, parecchio carico, si articola nei seguenti punti:

  • realizzazione di 3 acquedotti nei villaggi di Anddrianankonko, Mangirankana e Antafianambitry, oltre che naturalmente portare a termine la costruzione dell’abbeveratoio al villaggio di Ampasipohy, cosa che dipende da strutture di appoggio (diga a valle) che sono di competenza della comunità
  • scelta dei villaggi per la terza fase del programma “Acqua potabile per tutti”, verosimilmente a partire dal 2012
  • La collaborazione alla messa in funzione delle strutture organizzative del Centro di formazione professionale nel settore turistico e alberghiero CFTH, congiuntamente al suo albergo di applicazione Lokobe-Lodge e al loro relativo sviluppo

La preoccupante situazione socio-politica presente nel paese ha pure provocato una importante diminuzione della presenza turistica (nel 2009 -54% rispetto al 2008) e questo dato non facilita il buon governo del Centro di formazione CFTH che, secondo gli obiettivi posti, deve finanziarsi grazie agli introiti prodotti dal suo albergo di applicazione.
Ora, grazie all’aiuto da parte della nostra Fondazione (pagamento dei salari dei 3 formatori nei settori “cucina”, “ristorante/bar” e “accoglienza/housekeeping”), al sostegno “una tantum” da parte della regione della Piccardia e del dipartimento dell’Oise e alla futura partecipazione finanziaria da parte dell’isola di Mayotte (futuro nuovo dipartimento francese) che in questo modo desidera assicurare una certa percentuale di giovani di quest’isola alla frequentazione dei corsi del nostro Centro, si spera di potere superare senza troppi danni questo brutto momento di crisi.
Per la fine del mese di giugno di quest’anno ci sarà l’assegnazione dei primi diplomi agli allievi che avranno terminato con successo il primo ciclo studi di due anni. Come da tempo promesso i due allievi che avranno ottenuto il miglior diploma beneficeranno di un periodo di stage di 4 settimane in Svizzera, previsto tra settembre e ottobre prossimi. Al proposito la  FSM è riuscita ad ottenere la collaborazione del signor Fernando Brunner, proprietario di due strutture nella regione del locarnese (la Residenza Al Parco e il ristorante Divino). Approfittiamo dell’occasione per ringraziare il signor Fernando Brunner che, grazie pure al concorso dei suoi colleghi dell’associazione alberghiera ticinese, ci permette di realizzare questo scoop, che avrà sicuramente riflessi più che positivi per tutti gli interessati. Avremo modo di parlarne più in dettaglio al momento della concretizzazione dell’iniziativa.
Per concludere: aiutateci ad aiutare queste popolazioni che soffrono per una crisi che non hanno provocato e che non hanno nessun mezzo a disposizione per controllarla, se non quello di doverla riconoscere come tale e di sperare che un giorno forse passerà, e questa gioventù, che rappresenta il futuro, dandole, per quanto possibile, salute e istruzione affinché, venuto il momento, possa prendere in mano con competenza il destino del proprio paese, difendendo i suoi usi, i suoi costumi e le sue tradizioni da un mondo sempre più refrattario a ciò che non è nel disegno e nelle volontà di questa ineluttabile follìa chiamata globalizzazione….prima che non sia troppo tardi!
Infine una domanda intrigante: chi sarà il primo ticinese che, se gli capita di leggere le nostre news, vorrà, sensibilizzato al proposito, visitare il Madagascar e toccare di persona le rare bellezze della flora e della fauna di quest’isola-continente per il momento e per buona parte non ancora distrutte dalla cupidigia umana, e così facendo visitare pure l’albergo di applicazione del Centro, giusto alle spalle del villaggio di Ambatozavavy che, come dice una leggenda malgascia a proposito del fiume Mangoro, ma che può senz’altro essere rapportata all’acqua che l’alimenta, una volta che ci si disseta alla sua sorgente non si può che essere tentati di ritornarci, ripetutamente.
Per maggiori informazioni: cfthnb@gmail.com.

Dopo un soggiorno trascorso in Europa, Fiorenzo Melera, membro del nostro consiglio di Direzione e rappresentante FSM in Madagascar, è ora rientrato a Nosy Be per seguire i lavori programmati per il 2010. Tra la fine del mese di marzo e l’inizio di aprile cessa la stagione delle piogge e gradualmente inizia quella secca. Per questo l’attività della Fondazione può riprendere appieno, gli spostamenti diventano possibili, nonostante le piste nel frattempo si siano rovinate, e la squadra incaricata della costruzione degli acquedotti può iniziare a lavorare su terreni più consistenti.
Il signor Melera ha ritrovato un paese ancora in piena crisi socio-politica, che dura ormai da più d’un anno, ciò che provoca vieppiù una conseguente crisi economica di vaste proporzioni. Ma ciò che tuttora preoccupa è che di questa crisi ancora non se ne vede l’uscita, anche se la Alta Autorità di Transizione ha previsto per il mese di maggio le elezioni che dovrebbero ridare la legalità ai nuovi poteri pubblici. Tutti lo sperano ma molti osservatori sono al proposito pessimisti e temono un peggioramento delle difficoltà, soprattutto dal punto di vista economico, con tutte le nefaste conseguenze che si possono immaginare.
Inoltre le condizioni climatiche qui in Madagascar si evolvono alla stessa stregua di quanto succede a livello planetario, nel senso cioè che i cambiamenti avvengono in modo violento e imprevedibile, ciò che non fa che aggravare le già dure condizioni di vita di una parte della popolazione, specie quella confinata sulla costa orientale del paese, in questi periodi abitualmente sottoposta alla furia dei cicloni. A tal proposito, quello passato verso la metà di marzo sopra la regione di Manakara, una cittadina del sud-est malgascio, è stato particolarmente micidiale. Attualmente si contano almeno una sessantina di morti e un innumerevole numero di dispersi e i soccorsi, resi difficili dalle incessanti e violente piogge, purtroppo sono attualmente insufficienti, se non si tiene conto dell’aiuto effettuato con un aereo dell’esercito francese, di stanza sull’isola della “Réunion”. Stupisce constatare che simili catastrofi, se succedono in altre parti del mondo, comportano una grande eco mediatica, mentre se capitano in Madagascar fanno sì notizia, ma limitatamente al livello nazionale… così va il mondo!